Attenzione alle zecche, prevenzione della Malattia di Lyme

Un depliant informativo con alcune semplici indicazioni per proteggersi dalle punture della “zecca dei boschi”, la più rischiosa per l’uomo perchè la sua puntura può trasmettere malattie infettive, in particolare nel periodo in cui è più attiva (tra la primavera ed il tardo autunno). Una seconda pubblicazione più approfondita, con le caratteristiche del parassita, a descrizione delle specie più diffuse, immagini e link ai siti web medico-scientifici nazionali ed internazionali. Le due pubblicazioni, a cura del Servizio Sanitario Regionale, sono scaricabili su Saluter.it

Il depliant propone in una forma e in un linguaggio agili e immediati una prima comunicazione sulla zecca dei boschi (“Ixodes ricinus”) la più rischiosa per l’uomo perché la sua puntura può trasmettere malattie infettive, tra le quali la più pericolosa è la Malattia di Lyme o Borreliosi, che generalmente si manifesta in modo non grave, ma talvolta, se non curata con una adeguata terapia antibiotica può avere manifestazioni tardive molto gravi anche a distanza di mesi e anni (dalle artriti ai disturbi dei nervi, del cervello, del cuore o anche di altri organi e apparati).

La zecca dei boschi nello stadio adulto è grande qualche millimetro, si trova nell’erba e nei cespugli, ama gli ambienti umidi e ombreggiati con vegetazione bassa e letti di foglie secche. Può pungere in ogni periodo dell’anno, ma è molto attiva tra primavera e tardo autunno.

Il depliant descrive in brevi capitoli quali precauzioni si possono seguire per ridurre il rischio di essere punti, come ridurre la presenza di zecche, come proteggere i propri cani e gatti, possibili veicoli del parassita (è importante controllarli spesso e rivolgersi al veterinario; per il cane  esiste anche la vaccinazione).

Quando punge, la zecca può rimanere attaccata alla pelle e va rimossa in modo corretto: afferrandola con una pinza, il più vicino possibile alla cute, e tirandola fino a toglierla senza schiacciarla.

Se il rostro (l’organo che la zecca usa per attaccarsi) rimane nella pelle, si può estrarlo con un ago da siringa sterile. Quindi bisogna disinfettare la zona e verificare di essere vaccinati contro il tetano. La zecca poi non va gettata, ma bruciata.

Il depliant è stato realizzato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna con il Centro riferimento regionale per la Borreliosi di Lyme dell’Azienda Usl di Ravenna e il Gruppo italiano studio Malattia di Lyme.

“Attenzione alle zecche: prevenzione della Malattia di Lyme”

La pubblicazione “Zecche: caratteristiche del parassita, misure di protezione e prevenzione”

La pubblicazione descrive le caratteristiche di questi parassiti (sono ematofagi, si nutrono di sangue per completare il loro sviluppo e ciclo riproduttivo) e le diverse specie, con foto, illustrazioni e link a siti web medico-scientifici nazionali e internazionali.

Oltre alla Ixodes ricinus, la specie più presente in Emilia-Romagna, la pubblicazione esamina anche zecche appartenenti ad altri generi. Le circa 900 specie conosciute in tutto il mondo sono raggruppate in tre famiglie, di cui le principali sono quella delle zecche dure o Ixodidae e quella delle zecche molli o Argasidae.

Per la salute dell’uomo  hanno rilevanza come vettori soprattutto le zecche dure, in quanto responsabili delle principali malattie da zecche segnalate in Italia, come appunto la Malattia di Lyme.

La pubblicazione propone nella seconda parte alcune schede delle principali specie di zecche presenti in Emilia-Romagna.

Tra queste, la Rhipicephalus sanguineus, conosciuta come zecca bruna del cane: la specie più diffusa nel mondo, che può provocare la febbre bottonosa del mediterraneo, di cui in Emilia-Romagna sono stati segnalati casi sporadici.

La pubblicazione, nella sezione dedicata alla “Prevenzione immunitaria delle malattie trasmesse dall’uomo”, propone infine una bibliografia essenziale.

“Zecche: caratteristiche del parassita, misure di protezione e prevenzione” è stato realizzato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna con la collaborazione dell’Istituto zoo profilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna  e con il contributo della Commissione regionale per la prevenzione della diffusione di malattie trasmesse da artropodi, famiglia a cui appartengono le zecche.

“Zecche: caratteristiche del parassita, misure di protezione e prevenzione”

Fonte: Portale Salute della regione Emilia-Romagna, www.saluter.it

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