Contro l’obesità, “Personal Shopper” al supermercato

Per una spesa più sana e consapevole, psicologi della Psicologia Clinica Ospedaliera e dietisti dell’Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna con le persone colpite da obesità.

Il neologismo “globesity” utilizzato dall’OMS bene esprime quanto l’obesità sia un problema di diffusione globale, da affrontare su più fronti. All’interno degli “Incontri Aperti”, appuntamenti a cadenza bimestrale pensati per i pazienti obesi in trattamento presso la Psicologia Clinica Ospedaliera, è stato avviato un piccolo esperimento: convogliare le energie dei professionisti dell’Unità Organizzativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento Sanità Pubblica per creare occasioni d’acquisto guidate. Un gruppo di pazienti in cura per obesità, accompagnati da Chiara Zaglia, psicologa-psicoterapeuta responsabile del percorso, e dalle dietiste Chiara Rizzoli ed Elena Aprile, ha lavorato direttamente “in loco”, ossia al supermercato. Tre “personal shopper” multiprofessionali con l’obiettivo di rendere i pazienti protagonisti di una spesa più consapevole e responsabile, a sostegno di un’alimentazione varia, equilibrata e sana.

Dalla Sede del dipartimento Sanità Pubblica di via Gramsci 12, si taglia via Milazzo per scendere fino alla Coop di Via Montebello. Qui ci si divide in piccoli gruppi e si leggono le etichette dei prodotti, magari partendo proprio da quelli acquistati abitualmente dai partecipanti, e le sorprese non mancano. I cosiddetti prodotti light, ad esempio, non sono sempre i migliori da un punto di vista nutrizionale. Attraversando i vari reparti, dal fresco ai surgelati, dal banco frigo allo scatolame, si imparano a leggere le informazioni sulle confezioni, dando priorità al contenuto calorico, il tipo e la quantità dei grassi contenuti, l’apporto di fibre, di colesterolo e sodio.

L’altro “come” importante del fare la spesa, riguarda la sua preparazione. Arrivare con una lista della spesa pensata limita le tentazioni e permette di organizzare meglio i pasti per le giornate seguenti, liberandoci da altri fattori emotivi legati alla spesa, come le seduzioni del packaging.

“Abbiamo chiamato questo tipo di appuntamento “Personal shopper” ispirandoci nel nome a quanto offrono alcune grandi catene di distribuzione alimentare nord-americane che da qualche tempo prevedono una tale figura professionale all’interno dei loro punti vendita” dice Chiara Zaglia, che prosegue: “In realtà l’idea è nata dalla collaborazione tra i due Servizi (uno ospedaliero e l’altro territoriale) che ci consente un approccio più completo al problema dell’ obesità.”

Nell’ultimo anno l’Italia ha raggiunto il triste primato europeo nella maggior incidenza dell’obesità infantile: il 23% dei bambini risulta in sovrappeso, l’11,2% obeso, con percentuali più alte nelle Regioni del Centro e del Sud. I bambini che hanno almeno un genitore obeso hanno inoltre probabilità maggiori di essere a loro volta obesi. La prevenzione e la presa in carico dell’obesità è quindi una priorità di sanità pubblica, anche nell’ottica del benessere degli adulti di domani. Secondo l’Ocse, una persona obesa comporta annualmente una spesa sanitaria superiore del 25% rispetto a chi è normopeso; l’obesità sarebbe responsabile dell’1-3% della spesa sanitaria totale nella maggior parte dei Paesi Ocse.

Fonte: AUSL Bologna, www.ausl.bologna.it

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