COSMESICURA: Campagna di comunicazione sanitaria sul corretto uso dei cosmetici

Perchè COSMESICURA?

COSMESICURA è la campagna di comunicazione del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna sul corretto utilizzo dei cosmetici e sui possibili rischi correlati a prodotti non sicuri, scaduti o impropriamente utilizzati.

COSMESICURA è uno strumento a tua disposizione. Puoi cercarvi le informazioni che ti sono utili e, se non le trovi, sottoporci direttamente i tuoi quesiti inviando una e-mail a: cosmesicura@ausl.bologna.it.

GLI OBIETTIVI:

  • tutelare la salute e il benessere del singolo cittadino
  • aumentare la consapevolezza del consumatore, indirizzandolo verso scelte mirate e aderenti alle sue reali esigenze/necessità attraverso una corretta informazione
  • supportare la diffusione di conoscenze tecniche tra gli addetti ai lavori

COSMESICURA si rivolge a tutta la popolazione, uomini e donne, adulti e ragazzi, di ogni estrazione socio/culturale.

COSMESICURA è realizzata grazie ad un finanziamento del Ministero della Salute.

LE AZIONI:

  • realizzazione di una campagna informativa rivolta alla popolazione
  • realizzazione di un corso di formazione per gli operatori dell’Azienda sanitaria
  • analisi di laboratorio su prodotti cosmetici venduti nei negozi di Bologna e provincia
  • valutazione dei risultati delle analisi
  • individuazione di eventuali rischi connessi a prodotti, o ingredienti, non sicuri

COSMESICURA diffonde i propri messaggi attraverso un logo ed un visual. Il logo si presenta come un “timbro di qualità” e riporta, al suo interno, il nome della campagna con l’head-line “c’è la tua faccia in gioco!” che evidenzia la freschezza comunicativa e l’immediatezza espressiva della campagna stessa. I messaggi veicolati utilizzano un linguaggio molto semplice e diretto, come fosse uno scambio di interrogativi ed informazioni tra pari per status, età, etc.

CHE COSA SONO I COSMETICI?

In media, al giorno, ogni uomo utilizza 7 prodotti cosmetici mentre una donna arriva fino a 20. Un numero apparentemente molto elevato, ma in realtà facilmente raggiungibile se si pensa che anche shampoo, doccia schiuma, talco, lozioni dopo barba, saponi e deodoranti sono prodotti cosmetici.

I COSMETICI

I prodotti cosmetici sono sostanze e/o preparazioni, diverse dai medicinali, destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo oppure sui denti e sulle mucose della bocca.

I prodotti cosmetici hanno lo scopo, esclusivo o prevalente, di pulire, profumare, modificare l’aspetto del corpo, correggerne gli odori, proteggerlo o mantenerlo in buono stato. I cosmetici non curano né prevengono malattie e non possono, in alcun caso, vantare tali proprietà.

Sono dunque cosmetici tutte le seguenti categorie di prodotti:

  • creme, emulsioni, lozioni, gel e oli per la pelle (mani, piedi, viso, ecc.)
  • maschere di bellezza (ad esclusione dei prodotti per il peeling)
  • fondotinta (liquidi, paste, ciprie)
  • cipria per il trucco, talco per il dopobagno e per l’igiene corporale, ecc.
  • saponi da toletta, saponi deodoranti, ecc.
  • profumi, acque da toletta ed acqua di Colonia
  • preparazioni per bagni e docce (sali, schiume, oli, gel, ecc.)
  • prodotti per la depilazione
  • deodoranti ed antisudoriferi
  • prodotti per il trattamento dei capelli

–  tinture per capelli e decoloranti

–  prodotti per l’ondulazione, la stiratura e il fissaggio

–  prodotti per la messa in piega

–  prodotti per pulire i capelli (lozioni, polveri, shampoo)

–  prodotti per mantenere i capelli in forma (lozioni, lacche, brillantine)

  • prodotti per la rasatura (saponi, schiume, lozioni, ecc.)
  • prodotti per il trucco e lo strucco degli occhi
  • prodotti destinati ad essere applicati sulle labbra
  • prodotti per l’igiene dei denti e della bocca
  • prodotti per l’igiene delle unghie e lacche per le stesse
  • prodotti per l’igiene intima esterna
  • prodotti solari
  • prodotti abbronzanti senza sole
  • prodotti per schiarire la pelle
  • prodotti antirughe

LA NORMATIVA

In Italia, la produzione e la vendita di prodotti cosmetici sono disciplinate dalla Legge n. 713 dell’11 ottobre 1986 che ha recepito la Direttiva 76/768/CEE emanata allo scopo di rendere uniforme a livello europeo la normativa. Entrambe le disposizioni sono state aggiornate e modificate più volte nel tempo, in relazione all’evoluzione delle conoscenze in materia di cosmetici.

La Legge 713/86 regolamenta, in particolare, gli aspetti relativi alla:

  • composizione, qualitativa e quantitativa, dei prodotti cosmetici. Stabilisce quali ingredienti possono essere utilizzati, quali sono vietati e quali invece possono essere usati ma solo in quantità limitate o in specifici prodotti.
  • presentazione al consumatore. Individua le indicazioni che devono essere obbligatoriamente riportate sull’etichetta a diretto contatto con il prodotto, sulla confezione esterna, su eventuali fogli/cartellini allegati al prodotto stesso.
  • produzione, vendita o importazione. Definisce le procedure che le aziende devono seguire per produrre e immettere in commercio prodotti cosmetici.

Allo scopo di armonizzare le norme già esistenti, è stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 1223/2009, che abrogherà la Direttiva 76/768/CEE a partire dall’11 luglio 2013, ad eccezione di alcuni articoli già abrogati.

L’archivio completo della normativa (nazionale e comunitaria) che regola il settore è disponibile sul Sito del Ministero della Salute .

QUALI SONO GLI INGREDIENTI?

Una crema può contenere anche più di 40 diversi ingredienti, un dentifricio oltre 20. Ognuno di essi entra nella composizione del prodotto con una specifica funzione. L’insieme degli ingredienti conferisce al cosmetico le sue caratteristiche peculiari. Imparare a conoscerli, può aiutarti a capire che prodotto stai acquistando e a fare la scelta più giusta in rapporto alla tue specifiche esigenze.

LA COMPOSIZIONE

La composizione dei cosmetici è un aspetto di fondamentale importanza ed è dunque disciplinato con particolare attenzione. Un prodotto che abbia una composizione non conforme alle indicazioni di legge è irregolare e colui che lo produce o lo immette in commercio è soggetto a sanzioni.

Non rientrano nella definizione di ingredienti:

  • le impurezze contenute nelle materie prime
  • le sostanze che non compaiono nella composizione del prodotto finito
  • le sostanze utilizzate come solventi o come vettori di composti odoranti e aromatizzanti

Tutti gli ingredienti che possono entrare nella composizione dei cosmetici, la loro funzione, le eventuali limitazioni all’impiego, sono consultabili attraverso la banca dati CosIng (Cosmetic Ingredients and substances), che trova spazio sul sito della Commissione europea.

I “SORVEGLIATI SPECIALI”

Vi sono alcuni ingredienti, o categorie di ingredienti, il cui impiego è vietato o soggetto a particolari restrizioni. Tali sostanze, riconducibili a cinque gruppi, sono riportate in altrettanti allegati alla normativa di settore.

Si tratta di:

  • sostanze vietate (allegato II)

Non possono, per alcun motivo, essere utilizzate per la produzione di prodotti cosmetici perché considerate dannose per la salute umana.

  • sostanze vietate, tranne che con determinati limiti e condizioni (allegato III)

Possono essere utilizzate, ma solo in certi prodotti cosmetici e a condizioni ben precise (ad esempio, in concentrazioni non superiori ad un certo valore percentuale). I prodotti che contengono sostanze soggette a limitazioni, devono riportare in etichetta modalità di impiego e avvertenze specifiche per il consumatore. Per fare un esempio, l’acido ossalico può essere utilizzato solo in prodotti per capelli, in concentrazione non superiore al 5% ed i prodotti che lo contengono devono riportare in etichetta la dicitura “solo per uso professionale”. Questo gruppo di ingredienti è estremamente eterogeneo. Ne fanno parte sostanze con funzioni anche molto diverse tra loro.

  • coloranti ammessi (allegato IV)

Per ciascuno di essi viene specificato se può essere utilizzato in tutti i prodotti o solo in alcune categorie di essi (possono essere ad esempio escluse le parti più delicate del corpo, come occhi e mucose). I coloranti identificati, oltre che con il Color Index, con la lettera E seguita da un numero a tre cifre, sono autorizzati anche per uso alimentare (es. CI 14270, arancione, E 103).

  • conservanti ammessi (allegato V)

I conservanti vengono aggiunti ai cosmetici con la funzione di impedire la proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi per l’organismo nel prodotto. Per ciascuno di essi viene riportata la concentrazione massima ammessa, gli eventuali limiti e prescrizioni, le modalità di impiego e le indicazioni che devono obbligatoriamente figurare in etichetta.

  • filtri UV ammessi (allegato VI)

I filtri UV hanno la funzione di filtrare talune radiazioni UV per proteggere la pelle contro i loro effetti nocivi. Per ciascuno di essi viene riportata la concentrazione massima ammessa, gli eventuali limiti e prescrizioni, le modalità di impiego e le indicazioni che devono obbligatoriamente figurare in etichetta.

I suddetti elenchi sono consultabili ai link sottostanti, della Commissione europea e del Ministero della Salute .

COME LEGGERE L’ETICHETTA?

L’etichetta è la “carta di identità” del prodotto cosmetico. Su di essa compaiono tutte le informazioni che ti sono necessarie per la scelta, la conservazione e l’uso corretto dei tuoi cosmetici. Imparare a “decifrarla” è importante, soprattutto se hai esigenze particolari (allergie a determinati ingredienti, ad esempio).

LE INDICAZIONI GENERALI

Sul contenitore a diretto contatto con il cosmetico (imballaggio primario, es. tubetto, flacone) e su quello esterno (imballaggio secondario, es. scatola in cartone) sono presenti una serie di informazioni che, nel loro insieme, compongono l’etichetta.

Tali informazioni devono essere:

  • in caratteri indelebili, devono cioè essere leggibili per tutto il tempo di vita del prodotto, considerato il suo normale utilizzo (ad esempio, l’etichetta di un doccia schiuma non deve cancellarsi a contatto con l’acqua).
  • facilmente visibili, ovvero riportate in modo che il consumatore non fatichi a trovarle.
  • leggibili, devono quindi essere scritte con caratteri non troppo piccoli e facilmente comprensibili da un consumatore medio.
  • in italiano, ad eccezione degli ingredienti riportati con nomenclatura comune (INCI).

GLI ELEMENTI OBBLIGATORI

Sia sull’imballaggio primario che su quello secondario, devono figurare le seguenti indicazioni:

  • nome o ragione sociale e indirizzo o sede legale del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato europeo, anche in forma abbreviata purché sia possibile l’identificazione dell’impresa.
  • Paese d’origine, preceduto dalla dicitura “made in”, se il prodotto è fabbricato al di fuori dell’Unione Europea.
  • quantità di prodotto in peso (g) o volume (ml), se superiore a 5 g/ml. Questa indicazione non è obbligatoria per campioni gratuiti o monodose né per quelli commercializzati “per insieme” di pezzi (es. confezioni contenenti più fiale singole). In quest’ultimo caso, deve essere indicato sull’imballaggio esterno il peso/volume complessivo ed il numero di pezzi.
  • durata minima, se inferiore a trenta mesi. E’ indicata con la dicitura: “da usare preferibilmente entro ….”, e dice per quanto tempo il prodotto, correttamente conservato, continua a svolgere la sua funzione originaria. Se la durata la prodotto integro è superiore a trenta mesi, viene indicato il “periodo di post-apertura” (o PAO, dall’inglese Period After Opening), ovvero per quanto tempo il prodotto, dopo essere stato aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per la salute. Il PAO è indicato con un simbolo (vasetto aperto) seguito da un numero e da una lettera (m = mesi).
  • funzione del prodotto, a meno che non sia chiara dalla presentazione del prodotto stesso.
  • precauzioni d’uso, come ad esempio: “evitare il contatto del prodotto con gli occhi”, “tenere lontano dalla portata dei bambini”, ecc..

Alcune indicazioni, anch’esse obbligatorie, possono essere riportate anche solo sull’imballaggio esterno:

  • lotto di fabbricazione. E’ indicato con un codice composto da numeri o numeri/lettere. I prodotti dello stesso lotto hanno caratteristiche uniformi ovvero sono stati preparati in condizioni identiche.
  • elenco degli ingredienti, preceduto dal termine “ingredienti” o “ingredients”, riportati in ordine decrescente di peso secondo una nomenclatura comune (INCI, International Nomenclature Cosmetic Ingredients). Gli ingredienti presenti in percentuale inferiore all’1% vengono indicati in ordine sparso dopo tutti gli altri.

Si riportano di seguito alcune specifiche su particolari tipologie di ingredienti:

  • Coloranti: sono indicati con un numero preceduto dalla sigla CI (Colour Index) e riportati alla fine della lista degli ingredienti, indipendentemente dalla quantità. Nei prodotti immessi sul mercato in varie colorazioni possono essere indicati tutti i coloranti utilizzati nella gamma preceduti dall’indicazione “può contenere” o dal simbolo “+/-“.
  • Profumi e aromi: i composti odoranti e aromatizzanti, e le loro materie prime, vengono indicati,  rispettivamente, con i termini generici di “profumo” o “parfum” e “aroma” ad eccezione di alcuni di essi, soggetti a particolari limitazioni, che devono essere citati con il loro nome.
  • Sostanze vegetali e animali: gli ingredienti di origine vegetale o animale vengono riportati con il loro nome latino seguito dal tipo di trasformazione subita in lingua inglese (es. un estratto di rosmarino viene indicato come Rosmarinus officinalis extract).
  • Ingredienti riservati: per motivi di riservatezza, alcuni ingredienti, su apposita autorizzazione del Ministero della Salute, possono non comparire. Al loro posto viene riportato un numero identificativo.

L’ETICHETTATURA DEI PRODOTTI DI PICCOLE DIMENSIONI

Se, per questioni di spazio, non è possibile riportare le indicazioni relative a “precauzioni d’uso” e “ingredienti” sul contenitore e/o sull’imballaggio esterno, queste devono essere contenute in un foglio, una fascetta o un cartellino allegati al prodotto, a cui il consumatore viene rimandato tramite un’indicazione (es. “vedi foglio di istruzioni interno”) o un simbolo (libro aperto con mano che indica).

Quando non è possibile neppure questo (es. perle da bagno, matite per occhi, ecc.), esse devono figurare su un avviso collocato in prossimità del contenitore nel quale il prodotto è esposto per la vendita.

LE DICITURE VOLONTARIE

Oltre alle indicazioni obbligatorie per legge, possono figurare sulla confezione diciture volontarie quali:

  • non testato su animali”: questa dicitura può essere utilizzata fino all’11 marzo 2013. Oltre tale data, i test sugli animali dovranno essere totalmente eliminati e sostituiti con metodi alternativi scientificamente validi come previsto dalla Direttiva 2003/15/CE. L’assenza di tale indicazione non indica necessariamente che l’azienda ha fatto ricorso alla sperimentazione su animali.

QUALI POTENZIALI RISCHI PER LA SALUTE?

I cosmetici possono causare problemi dermatologici: il 23% delle donne e il 13,8% degli uomini hanno riferito una “reazione avversa a prodotti cosmetici o per igiene personale” in un anno. Se hai individuato, con il supporto medico, gli ingredienti responsabili di tali reazioni puoi facilmente evitarli con un’attenta lettura dell’etichetta prima dell’acquisto.

I PROBLEMI DERMATOLOGICI

La maggioranza delle reazioni a prodotti cosmetici sembra dovuta a dermatiti irritative causate dalla capacità irritante di alcune sostanze. Sono solitamente provocate da prodotti per l’igiene (saponi, deodoranti…) utilizzati per tempi eccessivamente prolungati, in concentrazioni troppo elevate, non adeguatamente risciacquati o applicati su aree di cute lesa.

Altre patologie legate all’uso di cosmetici sono rappresentate da orticaria da contatto, caratterizzata dall’insorgenza, in breve tempo, di ponfi nelle sedi di contatto del cosmetico, fotodermatiti tossiche ed allergiche (es. scatenate dall’essenza di bergamotto e successiva esposizione alle radiazioni solari), dermatiti pigmentarie.

I cosmetici rappresentano la prima causa di dermatite allergica da contatto (DAC) non professionale.

DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC)

Le più colpite da dermatite allergica da contatto (DAC) sono le donne di età compresa tra i 20 e 30 anni. Le aree maggiormente interessate sono il volto (incluse palpebre e labbra), le ascelle e le mani. I cosmetici più frequentemente responsabili sono quelli per la cura della pelle (creme, latti e lozioni), che non vengono risciacquati, seguiti dai cosmetici per unghie, i profumi e i prodotti per capelli (inclusi i coloranti).

Tra le sostanze allergizzanti, i profumi sono i principali agenti responsabili, seguiti da conservanti e, con incidenza minore rispetto al passato, coloranti per capelli.

PER I CITTADINI

In questa sezione, vengono messi a disposizione alcuni strumenti informativi che si ritiene possano essere utili per orientare le scelte quotidiane dei consumatori in tema di cosmetici.

ALLEGATI: Click sull’immagine per aprirla

Fonte: AUSL Bologna, http://www.ausl.bologna.it

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