Donare il sangue in Emilia-Romagna: tutte le informazioni

Il sangue è indispensabile alla vita. Molte cure non sarebbero possibili senza la disponibilità di sangue: i servizi di primo soccorso e di emergenza, le attività di alta specializzazione come la chirurgia e i trapianti di organo, la cura di malattie oncologiche, le cure in assistenza domiciliare.

Il bisogno si sangue è in continuo aumento  perché crescono i bisogni e i servizi che utilizzano sangue nei processi di cura. E’ una fonte di vita rinnovabile: lo si può donare regolarmente senza problemi poiché  l’organismo lo reintegra molto velocemente.  
Le procedure riguardo alla donazione e all’utilizzo con le trasfusioni del sangue raccolto sono molto rigorose e sicure, sottoposte a continue verifiche di qualità. Ad esempio, il materiale impiegato per la donazione (aghi, sacche per il contenimento del sangue raccolto, …) è totalmente sterile e viene usato una sola volta.
Il donatore di sangue, con le donazioni periodiche e regolari, ha anche  la garanzia di un controllo costante del proprio stato di salute attraverso le visite mediche e gli accurati esami di laboratorio eseguiti ad ogni prelievo.

LA CAMPAGNA INFORMATIVA PER PROMUOVERE LE DONAZIONI DI SANGUE: “AL CUORE NON SI COMANDA. DONA SANGUE, MOSTRA LA TUA VENA MIGLIORE”

La Regione Emilia-Romagna, assieme alle associazioni Avis e Fidas, promuovono campagne di comunicazione per sensibilizzare la popolazione sulla necessità di aumentare donatori e donazioni: perché la disponibilità del bene sangue dipende da un dono volontario e gratuito.

LA DONAZIONE DEL SANGUE DAL CORDONE OMBELICALE

Le donne in gravidanza  possono decidere di donare, al momento del parto, il sangue del cordone ombelicale. Esso è ricco di cellule staminali emopoietiche e serve per trapianto in bambini  ammalati di leucemia.

COME SI DIVENTA DONATORE

Donare il sangue è semplice. Chi intende diventare donatore di sangue può recarsi, possibilmente a digiuno, nei centri di raccolta o nei punti di raccolta sangue della propria città dove sarà accolto e accompagnato da un medico per un colloquio, una visita e un prelievo del sangue necessario per eseguire gli esami di laboratorio prescritti per accertare l’idoneità al dono. L’idoneità verrà comunicata con lettera o telefonicamente. Per informazioni sulla donazione e sul centro o punto di raccolta della propria città telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 (attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30).

Chi dona

Per donare sangue bisogna avere almeno 18 anni. Si può donare sangue intero fino all’età di 65 anni, mentre per le donazioni di plasma e piastrine il limite è di 60 anni. È necessario pesare almeno 50 Kg, essere in buone condizioni di salute e condurre uno stile di vita senza comportamenti a rischio. Per i nuovi cittadini di nazionalità extracomunitaria è previsto un questionario per verificare il possesso di alcuni requisiti necessari e vincolanti per diventare donatori: la residenza in Italia da almeno due anni; il possesso di regolari documenti; l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e la buona padronanza della lingua italiana. Una volta compilato il questionario i nuovi cittadini seguiranno, per la donazione, lo stesso percorso dei cittadini comunitari.

La donazione

E’ bene non assumere farmaci occasionali (ad esempio un analgesico) il giorno prima della donazione. Le donne che hanno in corso la terapia anticoncezionale non devono sospendere l’assunzione quotidiana della pillola contraccettiva. Il mattino della donazione è consigliabile presentarsi a digiuno o dopo aver fatto una colazione leggera, con frutta fresca (anche sotto forma di spremuta), the o caffè poco zuccherati, pane non condito. Prima del prelievo il medico effettuerà una valutazione clinica del donatore (battito cardiaco, pressione arteriosa, emoglobina) e un breve colloquio preliminare alla compilazione e firma del modulo di accettazione e consenso alla donazione. Il prelievo dura circa 5 ¿ 8 minuti, il volume massimo di sangue prelevato, stabilito per legge per ciascun donatore, è di 450 millilitri, circa il 10% della quantità presente in tutto il corpo.

Dopo la donazione

Dopo il prelievo, al donatore viene offerto un ristoro per reintegrare liquidi, zuccheri e sostanze nutrienti. Ai lavoratori dipendenti viene riconosciuta una giornata di riposo retribuita. Ai lavoratori autonomi, generalmente, è riservato un accesso preferenziale ai Centri di raccolta sangue per consentire loro di limitare quanto più possibile l’assenza dal lavoro.

L’intervallo tra una donazione e l’altra

L’intervallo minimo tra una donazione di sangue e l’altra è di 90 giorni per gli uomini e di 180 giorni per le donne in età fertile. Le donne non possono donare sangue durante il ciclo mestruale o la gravidanza, e per un anno dopo il parto. Di norma gli uomini possono donare sangue intero 4 volte l’anno, mentre le donne 2 volte ogni anno.

DOVE SI DONA

La donazione del sangue è un atto sanitario che avviene perciò in ambienti idonei: la sicurezza del donatore e del ricevente è garantita anche dall’utilizzo di locali adatti a questo tipo di attività e che rispondono a precise norme di sicurezza igienica.

È possibile donare sangue:

  • nei Centri di raccolta sangue dei Servizi trasfusionali (che possono essere in ospedale o in altre strutture sanitarie del Servizio sanitario regionale);
  • nelle Unità di raccolta gestite dalle Associazioni  Avis e Fidas;
  • in Punti di raccolta allestiti periodicamente, in tanti Comuni dell’Emilia-Romagna, in ospedali e poliambulatori delle Aziende sanitarie e in sedi delle Associazioni Avis e Fidas.

Per sapere dove andare: 

le donazioni di sangue

E’ possibile anche telefonare al numero verde gratuito del Servizio sanitario regionale 800 033 033 tutti i giorni feriali dalle ore 8,30 alle ore 17,30 e il sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30

utilizzare la e-mail del sito sangue: donaresangue@donaresangue.it

 

contattare le Associazioni Avis e Fidas, email: emiliaromagna@avis.it  –  presidenza@fidas-emiliaromagna.it

consultare i siti di Avis e Fidas:

AVIS

FIDAS

IL SISTEMA SANGUE DELL’EMILIA-ROMAGNA

Il sistema sangue dell’Emilia-Romagna a partire dal 2008 ha modificato il suo assetto istituzionale, in armonia con il sistema organizzativo nazionale, sancito dalla legge  219/2005.

La “Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale”, presieduta dall’Assessore regionale alle politiche per la salute, (già Commissione regionale per le attività trasfusionali)  è l’organismo rappresentativo di tutti i soggetti parte del sistema sangue regionale ed  è la sede dove – a livello preliminare – vengono predisposte e condivise le strategie programmatiche e di indirizzo, in sinergia con il livello nazionale.

Il Centro regionale sangue (CRS), già Centro regionale di coordinamento e compensazione per i servizi trasfusionali (CRCC), è la struttura di coordinamento e di controllo tecnico scientifico, con il compito di garantire l’autosufficienza regionale e di concorrere all’autosufficienza nazionale attraverso l’invio di unità di sangue, emocomponenti ed emoderivati alle Regioni che non riescono a soddisfare le esigenze dei loro servizi con la loro raccolta. Il Centro regionale sangue opera di intesa con la Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale e in sinergia con il Centro nazionale sangue.

Il sistema sangue dell’Emilia-Romagna è basato su un modello consolidato di integrazione  altamente condiviso, che coinvolge tutti i soggetti interessati (Regione, CRS, Aziende sanitarie, associazioni dei donatori di sangue, medici e operatori dei Servizi trasfusionali aziendali) per garantire la raccolta, controllare l’appropriatezza dei consumi  e potenziare le tecniche alternative all’uso del sangue omologo. Un sistema in cui è centrale la valorizzazione delle associazioni di volontariato del sangue, determinanti per aumentare il numero di donatori e per diffondere e sostenere la cultura della solidarietà.

Fonte: Portale salute della regione Emilia-Romagna, www.saluter.it

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