Farmaci e internet: le azioni di contrasto dei Nas

Le indagini che i Carabinieri del Nas stanno conducendo in queste ore in relazione ai fatti di Barletta si inseriscono nel quadro di un’attività operativa che dal 2005 a oggi ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria di 5.445 persone (1.742 nel 2011), all’arresto di 337 persone (84 nel 2011) e al sequestro di 3.664.000 tra fiale e compresse (1.335.000 nel 2011).

Le cifre dimostrano che il fenomeno criminale della vendita illegale di farmaci su Internet ha avuto una crescita esponenziale: basti pensare che la ricerca della voce “buy viagra” su Google restituiva nel maggio 2011 29.200.000 risultati, mentre oggi siamo a 106.000.000 (+ 293%), mentre per la voce “buy anabolic” si è passati dai 4.960.000 risultati nel maggio 2011 ai 9.990.000 di oggi (+ 101%).

A circolare sono soprattutto psicofarmaci, antidepressivi, tranquillanti, ipnoinduttori, diuretici, antiepilettici, steroidi e antiasmatici. I provider sono allocati all’estero, e i compratori sono attirati dalla possibilità di effettuare acquisti in forma anonima, in assenza di prescrizione e a prezzi economici. Una facilità di acquisto che può nascondere il pericolo di contraffazione e l’assenza dei controlli necessari. Le grandi dimensioni del mercato illegale delle farmacie online sono spiegabili con l’altissima redditività dell’investimento criminale: una stima condivisa dalle forze dell’ordine a livello internazionale parla di un guadagno di 2500 euro per ogni euro impiegato illecitamente in questo settore.

La crescita del mercato sta portando a un’evoluzione del modus operandi: nascono vere e proprie holding e aumentano i tentativi di inserimento in circuiti legali (farmacie, parafarmacie, erboristerie e distributori automatici). L’impegno del Comando Carabinieri per la tutela della salute per identificare fonti clandestine di rifornimento e canali commerciali occulti passa anche attraverso forme di collaborazione interistituzionali e internazionali.

I Nas fanno parte di Impact Italia, la task force che coinvolge Ministero della Salute, Aifa, Iss, Ministero dell’Interno, Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia delle Dogane. Inoltre, i militari dell’Arma lavorano a stretto contatto con Europol e Interpol e rappresentano l’Italia nel Pfipc (Permanent Forum On International Pharmaceutical Crime), che riunisce agenzie governative e forze dell’ordine di 17 Paesi: Stati Uniti, Canada, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Svizzera, Regno Unito, Eire, Spagna, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Francia, e Israele.

Fonte: Ministero della Salute, www.salute.gov

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